
Il boscaiolo e i tre desideri
In una casetta, in mezzo ad una grande e tetra foresta, viveva un povero boscaiolo. Aveva moglie, sei figli e un gatto nero con un solo occhio, che teneva lontani ratti e topi. I bambini dovevano fare due ore di strada per andare a scuola. Di fianco alla casetta c'erano un orto e anche un giardinetto con i fiori; nella stalla due capre magre e un maiale.
Ma la famiglia riusciva a stento a tirare avanti, con lo scarso guadagno del boscaiolo, anche se egli usciva di casa prima dell'alba e tornava a casa, esausto, dopo che il sole era tramontato da un pezzo. Benché avessero legna in abbondanza e acque limpide in un fiume vicino, la moglie diceva spesso al marito, sospirando:
"Come potremo farcela a crescere tutti i bambini?"
E il boscaiolo si stringeva nelle spalle.
Un giorno, mentre tornava a casa, vide in lontananza, alla luce del crepuscolo, il gatto che usciva dal bosco con un ratto in bocca. Ma c'era qualcosa di strano: il ratto non aveva la coda. Il boscaiolo si avvicinò al gatto, che si era seduto sotto un cespuglio. Vedendolo avvicinare il gatto si mise a soffiare con malevolenza, ma il boscaiolo non si spaventò. Con una mano afferrò il gatto per la coda e con l'altra gli strinse le mascelle, costringendolo a lasciare cadere la preda.
"Ah, questa poi!" esclamò il boscaiolo. Perché quello che aveva raccolto non era un ratto, bensì una gnoma. Era purtroppo morta.
Una volta al boscaiolo era capitato di vedere uno gnomo, ma una gnoma, non l'aveva vista mai. La portò a casa e le tolse qualche goccia di sangue dal viso e dalle gambe. La moglie e i bambini accarezzarono quell'esserino che pareva una bambola e quando andarono in cucina a consumare il loro pasto di patate e lardo, la posarono sul panchetto sotto alla finestra del soggiorno. Quando tornarono, la gnoma non c'era più.
"Forse il garto e l'è ripresa" disse la moglie, ma il gatto era ancora seduto, di cattivo umore, sotto al cespuglio, mostrando con l'unico occhio tutta la sua rabbia. La famiglia smise di cercare e andarono tutti letto perché la mattina dovevano alzarsi presto.
Il boscaiolo si svegliò nel cuore della notte, qualcosa lo tirava gentilmente per l'orecchio. Accanto alla sua testa c'era uno gnomo. Hai salvato la vita a mia moglie" disse. "Cosa posso fare per ricompensarti?" "Ma era morta, no?" chiese il boscaiolo, assonnato. "Faceva soltanto finta di esserlo. Per fortuna, è ancora piena di vita: ha un graffio qui, qualche livido là, ma si rimetterà benissimo. Dimmi solo cosa vuoi per ricompensa. Tieni questo piccolo flauto. Quando lo suoni, tornerò." E in un attimo sparì.
Il boscaiolo e sua moglie discussero la faccenda per tutto il resto della notte. Infine decisero di chiedere se potevano esprimere tre desideri proprio come nelle favole.La sera seguente, il boscaiolo soffiò nel flauto e subito dopo apparve lo gnomo."Vorrei esprimere tre desideri" disse timidamente il boscaiolo, mentre la moglie era dietro di lui che attizzava il fuoco.Lo gnomo apparve un po' contrariato, ma infine "E gli altri due desideri?" "Non abbiamo ancora deciso."
"Bene, soffia ancora nel flauto quando mi vuoi" aggiunse Io gnomo con un sospiro.La mattina dopo, sugli scalini della casetta c'era una pepita d'oro grossa come un'arancia, che splendeva al sole. Il boscaiolo l'afferrò, urlando:
"Siamo ricchi, siamo ricchi!". Quindi portò la pepita al villaggio, per avere in cambio dei soldi. Ma nessuno al villaggio aveva mai visto una pepita d'oro prima d'ora e quindi non se ne sapeva il valore. Il fabbro consigliò al boscaiolo di portarla a un gioielliere in città. Il boscaiolo si mise subito in viaggio ma invece di fare la strada lunga, prese una scorciatoia che correva attraverso la palude e che ricordava dai tempi della fanciullezza. Mentre camminava danzando lungo il percorso e ammirando la sua pepita d'oro, scivolò dal sentiero e sprofondò nell'acquitrino cominciando rapidamente ad affondare. Cercò di allungare le mani per aggrapparsi alla terraferma, ma non ce la fece. In una mano strinse disperatamente la pepita e con l'altra fece di tutto per recuperare il flauto che aveva in tasca, e trasmettere il segnale allo gnomo. Finalmente riuscì a fatica a tirarlo fuori e mandò uno squillo disperato. Era affondato nella melma fino al collo, quando apparve lo gnomo.
"Tirami fuori di qui!" gridò il boscaiolo. "Questo è il tuo secondo desiderio" sentenziò lo gnomo. S'infilò due dita in bocca, lanciò un fischio acuto e, in pochi minuti, era circondato da altri sei gnomi. Servendosi delle loro piccole asce, gli gnomi abbatterono un albero lì vicino, che cadde di traverso nella palude, proprio vicino al boscaiolo. Questi riuscì a sollevarsi aggrappandosi su di esso e risalì sul sentiero dal quale era caduto. Quando si guardò intorno, gli gnomi erano spariti.
Malgrado tutto, ancora stringeva in mano la pepita. Proseguì il cammino, ricoperto di fango da capo a piedi e scosso da brividi; alla fine, i panni gli si asciugarono addosso e gli ritornò il coraggio. Giunto in città, trovò una gioielleria e vi entrò. Il proprietario del negozio era un signore molto distinto, con un camice bianco; portava occhiali cerchiati d'oro. Aggrottando le sopracciglia alla vista dell'enorme pepita, nonché dell'aspetto fangoso del boscaiolo, il gioielliere pesò la pepita quindi pregò il boscaiolo di attendere qualche minuto e filò fuori dal negozio dalla porta del retro, per avvertire la polizia. Mezz'ora dopo, il boscaiolo si ritrovò in questura.
"E adesso raccontaci dove hai rubato l'oro" disse un grasso funzionario di polizia, in tono paterno.Il commissario gli fece la stessa domanda un'ora dopo ma in tono meno paterno. "Non l'ho rubato" tentò di spiegare disperatamente il boscaiolo. "Me l'ha dato uno gnomo"."Certo, uno gnomo" ribattè il commissario, che non ne aveva mai visto uno - e mai l'avrebbe visto, perché era una persona molto antipatica. "Da migliaia di anni, non si trova più neanche un granello d'oro in questo paese, ma questo signore non lo sa, vero? Mettetelo in cella!"Nei giorni che seguirono, il boscaiolo fu interrogato più volte, e minacciato di terribili conseguenze se non avesse rivelato la fonte dell'oro. Infine, fu sottoposto alla visita di un medico, ma anch'egli non riuscì a far luce sulla faccenda, se non riferendo che il boscaiolo continuava a biascicare di gnomi. Nessuno di costoro, naturalmente, aveva mai visto uno gnomo, perché avevano tutti una cattiva coscienza.
Nel frattempo, la pepita d'oro veniva conservata nel sotterraneo del municipio. Trascorse così una settimana e alla fine il boscaiolo si sentiva così infelice che, una notte, soffiò nel flauto. Dopo un paio d'ore, apparve lo gnomo.
"Mia moglie e i miei figli stanno morendo di fame" disse il boscaiolo. "Voglio uscire di qui.""Questo è il tuo terzo desiderio" replicò lo gnomo. "Ma ho già provveduto io ad aiutare tua moglie e i tuoi figli." Quella notte stessa, lo gnomo andò in città a consultare un avvocato, che aveva in casa uno gnomo. Il giorno dopo, l'avvocato andò dalla polizia e riuscì a far liberare il boscaiolo, per mancanza di prove. Ma l'oro rimase dov'era, per sicurezza, finché non fosse stato chiarito il furto.Il boscaiolo tornò contento al suo lavoro. La foresta non gli era mai apparsa così grande e libera, dopo essere stato rinchiuso in città, in quella cella soffocante; si sentiva felice e soddisfatto - anche se spesso ripensava all'oro. D'allora, le cose gli andarono meglio in tutti i sensi. Per prima cosa un ricco forestiero comprò tutta la legna che il boscaiolo aveva tagliato, per un prezzo doppio del solito. Poi, la stessa persona chiese al boscaiolo se voleva diventare il suo soprintendente.Al boscaiolo, felice, fu assegnata una ridente casetta alla periferia di un villaggio, vicino alla scuola. Guadagnava molto più di prima e i suoi guai erano finiti.Qualche mese più tardi, nel bosco, rivide lo gnomo."Allora," chiese lo gnomo "hai avuto di ritorno il tuo oro?" "Non ancora" rispose il boscaiolo. "Pare che in questo paese sia un delitto possedere dell'oro. Ma anche senza, i miei guai sono finiti.""Ecco fatto!" disse lo gnomo, e sparì tra i cespugli.
( tratta da GNOMI di Poortvliet/Huygen Edizioni BUR )